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Andare a funghi, zone dove trovarli e come riconoscere ed evitare i funghi velenosi!

Siete mai andate a raccogliere funghi? Si tratta di un’attività piacevole e gratificante, che richiede tuttavia alcune conoscenze e precauzioni, dato che esistono ben 14.000 specie diverse di funghi, e non sono tutte commestibili. In questo post vi spieghiamo come potete riconoscere i funghi commestibili e dove li potete trovare. Sono buonissimi e ci troviamo nella stagione giusta. Perché non provare alcune delle tante ricette deliziose che si fanno con i funghi?

Le norme che regolano la raccolta dei funghi

Innanzitutto, bisogna sapere quali sono le norme che regolano la raccolta dei funghi nelle diverse regioni italiane, per evitare sanzioni o danni all’ambiente. In generale, è necessario avere un tesserino valido per la raccolta, che si può ottenere previo pagamento presso gli enti competenti. Inoltre, bisogna rispettare i limiti di quantità giornaliera (solitamente tra 1 e 2 kg per persona) e gli orari di raccolta (solitamente tra le 7 e le 19). In genere, ogni regione ha le proprie regole.

Condizioni climatiche per la proliferazione di funghi

In secondo luogo, bisogna sapere quali sono le condizioni climatiche e ambientali più favorevoli alla crescita dei funghi. In generale, i funghi prediligono le temperature tiepide o alte (tra i 15 e i 25 gradi) e l’umidità del terreno. La stagione migliore per la raccolta dei funghi è quindi l’autunno, soprattutto dopo le piogge. I funghi si trovano principalmente nei boschi di castagno, di faggio, di abete o di pino, ma anche in altri ambienti come i prati o i pascoli.

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funghi commestibili
funghi commestibili

Le zone più ricche di funghi in Italia

In terzo luogo, bisogna sapere quali sono le zone più ricche di funghi in Italia. Ovviamente, non esiste una risposta univoca a questa domanda, ma ci sono alcune aree che sono note per la loro abbondanza e varietà di specie fungine. Tra queste, possiamo citare:

  • Il Tarvisiano e le valli di Tolmezzo in Friuli-Venezia Giulia, dove si possono trovare porcini, finferli, galletti e altri tipi di funghi;
  • L’Altopiano della Paganella e il Lago di Molveno in Trentino-Alto Adige, dove si possono trovare prataioli, gallinacci e porcini;
  • Il Pontremolese in Toscana, dove si possono trovare porcini, ovuli e trombette dei morti;
  • La Val di Taro e la zona di Berceto in Emilia-Romagna, dove si possono trovare porcini, chiodini e mazze di tamburo;
  • Il Parco Nazionale del Cilento in Campania, dove si possono trovare porcini, finferli e cardoncelli.

I funghi commestibili più comuni

I funghi commestibili sono quei funghi che possono essere mangiati senza provocare effetti indesiderati o avvelenamenti. In Italia esistono molte specie di funghi commestibili, che si possono trovare nei boschi, nei prati, nei campi o anche nei mercati. Alcuni dei funghi commestibili più comuni sono:

  • Porcini: sono i funghi più pregiati e ricercati, dal sapore intenso e dalla carne soda. Hanno un cappello marrone e un gambo bianco, spesso e reticolato. Si possono trovare da giugno a novembre, soprattutto sotto i castagni, i faggi e gli abeti;
  • Champignon: sono i funghi più diffusi e coltivati, dal sapore delicato e dalla carne bianca. Hanno un cappello rotondo e liscio, che può essere bianco o marrone chiaro, e un gambo sottile e cilindrico. Si possono trovare tutto l’anno, sia in natura che nei negozi;
  • Chiodini: sono funghi piccoli e gustosi, dal sapore leggermente amarognolo e dalla carne giallastra. Hanno un cappello conico e striato, di colore marrone o arancione, e un gambo sottile e fibroso. Si possono trovare da luglio a novembre, in gruppi numerosi alla base di alberi morenti;
  • Gallinacci: sono funghi profumati e saporiti, dal sapore acidulo e dalla carne gialla. Hanno un cappello irregolare e ondulato, di colore giallo o arancione, e un gambo corto e spesso. Si possono trovare da giugno a novembre, in boschi misti o di conifere;
  • Pioppini: sono funghi delicati e aromatici, dal sapore dolce e dalla carne bruna. Hanno un cappello convesso e liscio, di colore marrone scuro o nero, e un gambo lungo e sottile. Si possono trovare da settembre a dicembre, in boschi di pioppi o salici.
fungo commestibile
fungo commestibile

Come riconoscere un fungo velenoso

Non è facile riconoscere i funghi velenosi, ma se non siete esperti, è meglio evitare di raccogliere i funghi che presentano le seguenti caratteristiche:

  • Branchie bianche
  • Anello intorno allo stelo
  • Presenza di una volva che potrebbe essere nascosta dal terreno
  • Colore rosso sul cappello, sul gambo o sui pori
  • I funghi trovati su alcuni alberi o in alcune parti della vegetazione, come il tasso, il cedro, l’eucalipto, le conifere
  • Il cappuccio cambia colore quando viene tagliato o premuto
  • Cappello a forma di ombrellone/parasole
  • Funghi piccoli e marroni
  • Risultati del test dell’impronta sporale (rimuovi lo stelo e premi le branchie su un pezzo di carta o vetro trasparente per alcune ore) – il bianco è un segno della micidiale specie di Amanita
  • La carne dei funghi si colora di blu quando viene tagliata
  • Le branchie rilasciano una sostanza lattiginosa quando vengono danneggiate o toccate
  • Lo stelo e/o il cappuccio sono fragili
  • Urti o squame sul cappuccio

I funghi velenosi più comuni in Italia

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I funghi velenosi sono quei funghi che contengono sostanze tossiche per l’organismo umano e che possono provocare sintomi più o meno gravi, come disturbi gastrointestinali, allucinazioni, danni al fegato o alla morte. In Italia esistono diverse specie di funghi velenosi, che si possono confondere facilmente con quelle commestibili. Per questo motivo, è fondamentale conoscere le caratteristiche distintive dei funghi velenosi e non raccogliere mai quelli di cui non si è sicuri.

Tra i funghi velenosi più comuni e diffusi in Italia, possiamo citare:

  • Amanita phalloides: è il fungo più pericoloso e letale, noto anche come angelo della morte o ovolo bastardo. Ha un cappello di colore verde-oliva o giallo-bruno, con lamelle bianche, e un gambo bianco con una volva alla base. Cresce nei boschi di latifoglie e conifere da giugno a novembre. Contiene delle tossine che danneggiano irreversibilmente il fegato e i reni;
  • Amanita muscaria: è il fungo delle fiabe, con il cappello rosso e le verruche bianche. Ha un gambo bianco con un anello e una volva alla base. Cresce nei boschi di conifere da agosto a novembre. Contiene delle tossine che agiscono sul sistema nervoso, provocando vertigini, euforia, allucinazioni e convulsioni;
  • Boletus satanas: è un falso porcino, con il cappello di colore rosso-bruno o violaceo e i pori gialli che diventano blu al tocco. Ha un gambo bianco con una rete rossa alla sommità e una base bulbosa. Cresce nei boschi di latifoglie da luglio a ottobre. Contiene delle tossine che causano vomito, diarrea, dolori addominali e ipotensione;
  • Entoloma lividum: è un falso prataiolo, con il cappello di colore grigio-lilla o rosa-salmone e le lamelle rosa-violacee. Ha un gambo bianco o grigiastro, sottile e fragile. Cresce nei prati e nei pascoli da maggio a novembre. Contiene delle tossine che provocano vomito, diarrea, dolori addominali e febbre;
  • Coprinus atramentarius: è il fungo dell’inchiostro, con il cappello cilindrico di colore grigio-bruno che si dissolve in una massa nerastra alla maturazione. Ha un gambo bianco o grigiastro, lungo e sottile. Cresce nei prati e nei luoghi umidi da aprile a novembre. Non è velenoso di per sé, ma diventa tossico se consumato insieme a bevande alcoliche, causando rossore, sudorazione, tachicardia e mal di testa.
funghi velenosi
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