Vai al contenuto

Andiamo in Friuli con il frico, sapore e bontà; una ricetta facilissima!

frico

Vi piace il formaggio? Mangiate qualche volta i tortini al formaggio? Se la risposta è affermativa, questa è la pietanza che fa per voi. Facile da preparare, gustoso, nutriente e adatto a grandi e piccini, il frico è un piatto tipico friulano, che si è evoluto nel tempo fino ad essere proposto anche per asporto, in versione “preparato” e in forma di biscotti croccanti. Allora, scopriamo insieme questo piatto tradizionale che da fricò è passato a chiamarsi frico.

cialde di frico
cialde di frico

Il frico, a base di formaggio, cipolle e patate

Il frico è un piatto a base di formaggio, patate e cipolla, che ha origini povere e contadine. Si tratta di un tortino morbido e filante all’interno, con una crosticina croccante e dorata all’esterno. Il formaggio tipico usato per il frico è il Montasio, un formaggio a pasta cotta, semidura, dal sapore delicato. Per ottenere un buon risultato, le ricette che arrivano dalla tradizione consigliano di usare metà formaggio fresco e metà formaggio mezzano, di varie stagionature.

Montasio
Montasio

La storia del Montasio, due versioni

Secondo alcune fonti, la storia del frico risale alla metà del Quattrocento, quando il Maestro Martino da Como, cuoco del patriarca di Aquileia, Ludovico Trevisan, trascrisse la ricetta nell’opera De Arte Coquinaria. Il testo dell’epoca riporta la versione del frico che veniva cucinata in quel periodo, con il nome di “caso in patellecte”.

Esiste anche un’altra storia a proposito dell’origine del frico, che chiama in causa Sant’Ermacora, patrono della città di Udine. Si racconta, infatti, che una volta in Friuli per portare il Vangelo nei vari paesini, il santo si spinse fino in Carnia e arrivò a Zuglio, Imponzo, Ampezzo e Forni di Sopra. Qui fu accolto con grande ospitalità dai contadini, che gli offrirono il loro cibo più pregiato: il frico .

Alle origini il frico era un piatto povero, della cucina del recupero

In origine il frico era un piatto inventato per evitare di sprecare i ritagli di formaggio che avanzavano durante il processo di realizzazione delle forme.

L’origine del nome frico

La parola frico sembra derivare dal francese fricot, termine che indicava un piatto a base di ortaggi cotti. Ricette simili al fricot si trovano in Romagna, dove si prepara il friccò o fricò, un piatto di verdure miste tagliate a pezzi e cotte in padella, talvolta chiamato anche fricandò o fricassea di verdure.

La ricetta del frico

La preparazione del frico è abbastanza semplice: si sbollentano le patate intere, si grattugiano con il formaggio e si mescolano con la cipolla soffritta. Si cuoce il composto in una padella antiaderente, girandolo a metà cottura per formare la crosta su entrambi i lati. Il frico si serve caldo, accompagnato dalla polenta gialla o da una fresca insalata verde. Le quantità indicate sono: il doppio di patate che di formaggio (800 g e 400g vanno benissimo), una cipolla, un filo d’olio e un pizzico di sale. Ricordate di variare le stagionature del formaggio.

Esiste anche una variante di frico senza patate, che prevede solo il formaggio sciolto in padella e che risulta più croccante.

Un piatto tipico italiano che va oltreconfine

Il frico è considerato il piatto più tipico del Friuli, in particolare della Carnia, ed è riconosciuto tra i prodotti agroalimentari tradizionali friulani e giuliani, tra cui i più noti sono: la jota, il muset e brovada o i cjalsòns. È diffuso anche nella vicina Slovenia e in Carinzia, dove prende il nome di frika.

cjalsòns
cjalsòns

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *