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Che cos’è l’ortoressia? La malattia di Zhanna D’art

ortoressia

La morte di Zhanna D’Art ha smosso i riflettori sull’ortoressia. Un disturbo alimentare più comune di quanto si creda. Cerchiamo di capire come riconoscerlo e prevenirlo prima che sia troppo tardi.

Alla scoperta dell’ortoressia

L’ortoressia è un disturbo alimentare, tuttavia non è molto conosciuto, ma c’è da dire che la sua fama sta crescendo in questi anni e sta attirando sempre più attenzioni verso di sé nell’ambito della salute mentale. Le malattie alimentari più note riguardano maggiormente l’ossessione per il peso, infatti abbiamo l’anoressia o la bulimia, disturbi che alterano la percezione di sé e, di conseguenza, portano a mangiare in modo errato. L’ortoressia, invece, è un disturbo che riguarda l’ossessione del mangiare sano. Le persone colpite da questa patologia sono talmente ossessionate dal mangiare puro da non rendersi conto di stressarsi e vivere costantemente nell’ansia.

È stato Steven Bratman, un medico statunitense, a creare il termine ortoressia con il significato di persona ossessionata dal desiderio di mangiare del cibo considerato sano. Purtroppo il DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) non riconosce ancora questo disturbo come tale, ciò nonostante sta iniziando a diventare materiale di interesse tra gli addetti ai lavori.

Coloro che soffrono di ortoressia hanno delle vere ossessioni riguardo la qualità, la provenienza e la purezza degli alimenti che mangiano. Tutto ciò può portare a eliminare del tutto dalla propria alimentazione alcune categorie di cibo che sono ritenute impure, tra questi potrebbero esserci alimenti processati, il junk food, cibi artificiali o malsani. Queste persone passano molto tempo a cercare informazioni nutrizionali, ricette, alimenti o altre informazioni su tutto ciò che mangiano e questo comporta una drastica riduzione della varietà di alimenti e sostanze nutritive assimilate.

Segni e Sintomi dell’Ortoressia

Ci sono alcuni sintomi propri di questo disturbo che, una volta, individuati e accertati, possono identificare la presenza della malattia in modo da poter correre subito ai ripari. Questi sintomi possono essere:

  • una fissazione, o anche ossessione, per i cibi puri e salutari. In molti passano del tempo a leggere attentamente le etichette di ogni singolo prodotto;
  • eliminazione o riduzione di alcune intere categorie di cibo che vengono ritenute poco salutari o addirittura pericolose come potrebbero essere carboidrati, grassi, zuccheri o altro;
  • problemi di ansia e senso di colpa dopo aver mangiato qualcosa di potenzialmente non salutare;
  • perdita di amici, persone care ed eventi sociali a causa del cibo che potrebbe essere presente a questi eventi. Le restrizioni alimentari porteranno a un isolamento sociale e definitivo;
  • per avere il controllo completo di ciò che si mangia, si avrà un’ossessione aggiuntiva che riguarderà proprio la preparazione dei pasti, ovvero la scelta degli ingredienti e il loro processo di cottura;
  • in ultimo, ma non per importanza, si inizieranno a notare sintomi a livello fisico come perdita di peso, problemi digestivi, debolezza e affaticamento. Tutto ciò è segno di una carenza di elementi essenziali nella propria alimentazione.

Cause e Trattamento

Le cause dell’ortoressia sono ancora abbastanza ignote e la ricerca non è ancora riuscita a trovare la strada giusta. I fattori psicologici sono ovviamente in cima alla lista dei colpevoli, insieme a fattori sociali e culturali. C’è chi sviluppa l’ortoressia per camuffare altri disturbi come la bulimia o l’anoressia, in ogni caso è possibile che il tutto sia influenzato dai social, media e tutti gli input negativi sull’alimentazione.

Il trattamento dell’ortoressia, nella maggior parte dei casi, ha lo stesso approccio di quello per gli altri disturbi alimentari, abbiamo infatti la terapia cognitivo-comportamentale e la terapia dell’esposizione. Ogni genere di aiuto ha lo scopo di migliorare il rapporto del paziente con il cibo, così si potranno fare scelte alimentari ponderate e realmente sane, integrando gli alimenti necessari all’organismo e al suo corretto funzionamento; inoltre si affrontano anche problemi come la scarsa autostima o l’accettazione del proprio corpo.

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