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Come scegliere il lampadario per il salotto

Il salotto è la stanza principale della casa. Soprattutto da quando la pandemia ha cambiato le nostre vite, nel living si passa tantissimo tempo. Si studia, si lavora, si trascorre del tempo all’insegna del relax con le persone care. 

Per rendere speciale l’atmosfera di quella che, in molti casi, è la prima stanza della casa a essere ammirata dagli ospiti, è importante gestire bene la scelta delle luci. Il lampadario è una delle prime cose a cui si pensa quando si parla di questo tema. Come sceglierlo? Come mantenerlo pulito nel tempo e farlo durare a lungo? Scopriamo qualche dritta nelle prossime righe di questo articolo.

L’illuminazione del salotto: consigli per non sbagliare

Prima di entrare nel vivo delle raccomandazioni specifiche relative al lampadario, facciamo un attimo il punto della situazione generale relativamente all’illuminazione in salotto. In una stanza così complessa per via dell’alto numero di funzioni, è più che mai importante l’illuminazione stratificata. Ci sarà la luce principale (si parla più precisamente di illuminazione ambientale), ossia il lampadario, ma anche le fonti di illuminazione dirette e quelle d’accento.

Se ci si focalizza unicamente sul lampadario, appendendone uno al centro del soffitto e fermandosi lì, il rischio è quello di mettere in primo piano un effetto decisamente troppo retrò. Detto questo, possiamo entrare nel dettaglio del tema dell’articolo.

Il lampadario giusto: come sceglierlo

Di lampadari per il salotto ne esistono diversi. Per scegliere quello più adatto alle proprie esigenze, è il caso di prendere in considerazione innanzitutto le caratteristiche dell’ambiente. Nei casi in cui, per esempio, si ha a che fare con un living dall’estensione non eccessiva, la cosa migliore da fare è puntare sull’essenzialità. Le plafoniere – non preoccuparti, oggi si trovano in commercio modelli estremamente gradevoli dal punto di vista estetico – sono il non plus ultra. Rappresentano un’alternativa ottimale anche nei casi in cui si ha un soffitto non altissimo.

Nei casi in cui si punta sui lampadari veri e propri – quelli della nonna, caratterizzati dalle candele e dalle gocce in vetro, non sono il massimo nei salotti moderni – nessuno vieta di orientarsi verso forme originali. Quello che conta è che ci sia armonia generale. Ciò vuol dire, per esempio, cercare di richiamare la forma del lampadario nell’arredamento. In che modo è possibile ottenere questo risultato? Con dei cuscini, ma anche con la forma del tavolo.

I lampadari a sospensione essenziali, oggi popolarissimi, vanno bene nei salotti minimal. Se possibile, è il caso di sceglierli con il paralume di un colore uguale a quello che, nel resto dell’arredamento, “rompe” la continuità cromatica dominata dal chiaro.

Dal punto di vista dei plus, non può mancare il sistema smart compatibile con intelligenze artificiali come Alexa.

Vediamo ora quali sono i consigli pratici per mantenere il proprio lampadario pulito nel corso del tempo.

Come pulire il lampadario

Pulire il lampadario del salotto è fondamentale. La giusta igiene, infatti, permette di mantenerlo bellissimo nel corso del tempo. La prima cosa da fare quando ci si occupa di questo aspetto è staccare la corrente. In questo modo, infatti, è possibile operare in tutta sicurezza. Nei frangenti in cui il lampadario può essere smontato, è bene farlo. I suoi pezzi possono essere così lavati sotto l’acqua corrente e posizionati su un panno di stoffa ad asciugare. Mentre si finalizza questo aspetto, ci si può occupare della pulizia della struttura.

Eseguirla è molto semplice. Basta procurarsi un panno in microfibra, dell’acqua tiepida e dell’aceto bianco. Così facendo, è possibile eliminare le incrostazioni e valorizzare al meglio la bellezza del materiale.

Attenzione: prima dello step dello smontaggio, è bene procedere, con l’aiuto di un piumino o del già citato panno in microfibra, a eliminare la polvere.

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