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Giornata mondiale del sordo, un’occasione per fargli “sentire” bene

giornata mondiale del sordo

Avete nella vostra famiglia qualcuno che non sente bene? O proprio non sente per nulla? Forse un amico? Un conoscente? Oggi è l’occasione perfetta per fargli “sentire” bene, perché nella giornata mondiale del sordo le persone che hanno problemi di udito hanno diritto ad avere i riflettori puntati su di loro, ma non per additarli: anzi, per celebrare la loro diversità e parlare degli strumenti che scienza e società possono mettere a loro disposizione per ridurre il disagio dovuto alla loro disabilità. Cerchiamo di capire in che cosa consiste questa giornata e quello che si festeggia.

La celebrazione e le sue origini

La giornata mondiale del sordo è una ricorrenza che si celebra ogni anno l’ultima domenica di settembre, che nel 2023 cade nel 24/09. Lo scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sui diritti e le culture delle persone sorde. E’ un’occasione d’oro per celebrare la diversità e la ricchezza della comunità sorda, che usa una lingua visiva e gestuale, esprime una cultura propria e ha una storia di lotte e conquiste.

Le origini della giornata mondiale del sordo

La prima giornata mondiale del sordo fu organizzata il 28 settembre 1958 a Roma, in occasione della fondazione della Federazione Mondiale dei Sordi. Da allora, la giornata si è diffusa in tutto il mondo, con iniziative promosse dalle associazioni dei sordi di ogni nazione.

Il tema dell’edizione 2023, molto inclusivo

Il tema principale scelto per l’edizione 2023 è “Un mondo dove le persone sorde possano usare la propria lingua dei segni ovunque!”

La pubblicità inclusiva

Di recente ha suscitato ammirazione lo spot di IntediMe. Il brand ha prodotto il sistema high-tech KitMe, grazie al quale le persone sorde possono avvertire segnali di pericolo utilizzando uno smartwatch. I sensori si applicano sulle fonti sonore. Quando una fonte sonora suona o vibra, lo smartwatch vibra, si illumina e mostra sul display il nome del sensore che ha rilevato il suono.

Nello spot di KitMe la lingua principale è proprio la lingua dei segni, accompagnata dai sottotitoli. Questo rappresenta senza dubbio un esempio virtuoso di pubblicità inclusiva. Potrebbe essere d’ispirazione per tante altre aziende che fanno dell’inclusività un valore da seguire e abbiano intenzione di arrivare più facilmente al pubblico dei non-udenti.

Palermo, sede della giornata mondiale del sordo

In Italia, la giornata mondiale del sordo 2023 si tiene a Palermo, con una tre giorni di eventi organizzati dall’Ente Nazionale Sordi e dalla sezione provinciale di Palermo. Il 23 settembre (ieri) c’è stato anche un corteo per le vie del centro della città, per rivendicare il riconoscimento ufficiale della lingua dei segni italiana.

alfabeto lis lingua segni
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Il linguaggio dei segni, una forma di comunicazione completa

La lingua dei segni è una forma di comunicazione che non usa la voce e che veicola i propri significati tramite un sistema codificato che comprende i segni delle mani, le espressioni del viso, i movimenti del corpo e i movimenti labiali.

La lingua dei segni è utilizzata dalle comunità dei segnanti, a cui appartengono in maggioranza persone sorde o che hanno a che fare con persone sorde. E’ una lingua naturale con una propria grammatica, sintassi e lessico, che si differenzia dalle lingue parlate. Non è universale, ma varia da paese a paese e a volte anche da regione a regione. In Italia, la lingua dei segni più diffusa è la Lingua dei Segni Italiana (LIS), che ha origini antiche e si è sviluppata tra le comunità sorde italiane.

I metodi per imparare la lingua dei segni

Per imparare la lingua dei segni, ci sono diversi metodi e risorse disponibili. In genere, ci sono dei passaggi che non si possono evitare per dominare questo particolare tipo di linguaggio:

  • Imparare l’alfabeto: usando la lingua dei segni, non sempre si ricorda il segno preciso corrispondente a una parola, ma se si conosce l’alfabeto, si può sillabare il termine desiderato. L’alfabeto della LIS è composto da 21 lettere, che corrispondono ai 21 suoni della lingua italiana;
  • Imparare i numeri: usando la lingua dei segni, si possono esprimere i numeri da 0 a 9 con una sola mano e da 10 in poi con due mani. I numeri della LIS seguono le regole della numerazione decimale;
  • Imparare i segni più comuni: usando la lingua dei segni, si possono comunicare le parole più usate nella vita quotidiana, come i nomi, gli aggettivi, i verbi, i pronomi, le preposizioni, le congiunzioni e gli avverbi. I segni della LIS sono basati sulla forma, sul significato o sulla funzione delle parole;
  • Imparare la grammatica: usando la lingua dei segni, si devono rispettare le regole che governano la struttura e l’ordine delle parole nelle frasi. La grammatica della LIS è diversa da quella della lingua italiana e si basa su principi come il tempo verbale, il soggetto implicito, il complemento oggetto anticipato e il complemento di luogo posticipato;
  • Imparare la sintassi: usando la lingua dei segni, si devono usare gli elementi non manuali che accompagnano i segni manuali e che ne modificano il significato o la funzione. Gli elementi non manuali sono le espressioni facciali, i movimenti del capo e del corpo, il contatto visivo e il ritmo.

Per imparare la lingua dei segni, si possono frequentare corsi organizzati da associazioni o enti specializzati, oppure si possono usare libri, video o applicazioni online.

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